Bonifica Amianto

Con una specifica legge risalente al 1992 (legge 257 del 23/3/1992) è stata vietata la fornitura e posa in opera di lastre in cemento amianto (tipo eternit), ma permane il problema dei milioni di metri quadrati di manufatti a cielo aperto sui quali l’azione combinata delle intemperie e dei microrganismi vegetali causa un progressivo degrado della matrice cementizia ed il rilascio delle fibre in atmosfera . L’amianto è un materiale naturale di origine estrattiva con una struttura particellare filiforme a grappolo, che conferisce al materiale un elevatissimo potere legante ed antirottura ma al tempo stesso una estrema pericolosità per la salute. La pericolosità, ampiamente provata da studi clinici, è legata alla capacità di provocare infiammazioni croniche e degenerazioni tumorali della pleura con conseguente insorgenza di mesotelioma polmonare (cancro ai polmoni).
Le tecniche di bonifica devono sempre essere eseguite da personale adeguatamente formato, le imprese che si occupano di questo tipo di trattamento, devono avere al loro interno Dirigenti e operatori che abbiano frequentato e superato i corsi regionali per “addetto all’attività di rimozione, smaltimento e bonifica dell’amianto”
Qualsiasi opera e/o lavoro che interessa prodotti contenenti amianto, prima della loro esecuzione, devono essere preventivamente verificati e concordati con le Asl territorialmente competenti previa stesura di un piano di lavoro ben specifico completo di campionatura fotografica e opere provvisionali opportune
A tutt’oggi le tecniche di bonifica si possono riassumere in diverse categorie:
Smaltimento: dopo aver eseguito un trattamento preventivo a base di fissativo vinilico, avviene la rimozione manuale delle lastre, il relativo impacchettamento e il trasporto presso le discariche autorizzate con autoveicolo anch’esso provviste delle necessarie autorizzazioni al trasporto
Incapsulamento: va eseguito con prodotti che ottemperino ai sensi del D.L. 20/08/1999, in particolare alle prove di aderenza al supporto, impermeabilità all’acqua, resistenza al gelo disgelo, prova sole pioggia, resistenza all’invecchiamento accelerato. Un ciclo incapsulante, consta di uno spessore minimo di 0.25 mm, vengono utilizzati prodotti impregnanti e ricoprenti dati in tre mani. Gli ultimi due strati devono essere di colore diverso e contrastante al fine di agevolare le operazioni di verifica periodica a carico della proprietà
Sopracopertura: dopo aver eseguito un trattamento preventivo a base di fissativo vinilico, si provvede alla sopracopertura di tipo bituminoso, cementizio o metallico:

1. bituminoso: viene rilevato il passo dell’onda all’estradosso della copertura in cemento amianto, viene prodotto un pannello coibente (polistirene) che si accoppia maschio/femmina con il passo dell’onda, si assemblano con colla poliuretanica e/o fissaggio meccanico utilizzando opportune attrezzature, si provvede alla definitiva impermeabilizzazione a caldo o freddo
2. cementizio: una volta posta sopra le lastre una maglia di rete elettro-saldata di adeguate dimensioni, si provvede alla realizzazione di un nuovo solaio mediante getto alleggerito con polistirolo. A maturazione avvenuta si provvede ad una nuova impermeabilizzazione a caldo o freddo
3. metallico: costituendo una nuova orditura in magatelli di legno sopra alla struttura esistente, si provvede poi al montaggio di lastre di lamiera grecate autoportante con o senza coibente in funzione delle necessità termoigrometriche richieste. Le finiture possono essere in lamiere zincate o preverniciata, in alluminio naturale o colorato, in rame naturale.